Waves on Canvas. Il suono colto della new-wave post
WAVES ON CANVAS Into the Northsea
Psychonavigation
Mirco Salvadori
Onde che si sovrappongono ad altre onde, corsi e ricorsi, morti e rinascite. Assolutamente stupito realizzo che il suono così ben incastonato in questa tela costruita con l’essenza stessa dell’animo e disegnata infingendo la musica nella spuma viva di quelle onde altri non è che la continuazione logica di un progetto nato molti anni or sono e mai completamente dimenticato. Forse me n’ero scordato, preso come sono nel flusso costante dell’innovazione, di certo è bastato il timbro indimenticabile di una voce femminile per riportarmi indietro nel tempo ed iniziare il viaggio verso un futuro che profuma terribilmente di passato.
Questa è l’incredibile bravura di Waves on Canvas, moniker dietro al quale si cela il musicista sardo Stefano Guzzetti, riproporre il fasto che regnava alla corte di Re Ivo Watts-Russell in modo assolutamente aderente all’epoca nella quale viviamo. Per far ciò si è circondato di dame e cavalieri dal carisma ancora intatto: Louise Rutkowski (This Mortal Coil), Ian Masters (Pale Saints), Pieter Nooten (Xymox), Michael Brook, John Fryer (indimenticato alchimista da banco mixer).
Impossibile non paragonare i due mondi, impossibile non rimanere abbagliati dal candore innovativo del suono e dalla sua incredibile vicinanza con certe atmosfere respirate nei lontani anni ’80. It’ll end in a beautiful angelic smile!
Il cd esce in Italia l’11 di giugno e nel resto del mondo il 23 luglio.
